Dopo la laurea in Disegno Industriale, o forse proprio a partire dalla mia tesi di laurea (Difetti di pregio. Ebanisteria tra scultura e design, 2007) ho cercato di conciliare gli studi appena conclusi con la mia passione per il legno e la sua lavorazione, maturata durante gli anni universitari grazie all’assidua frequentazione di una bottega artigiana. E’ nata così l’idea di disegnare, ma soprattutto di realizzare in prima persona degli oggetti (pezzi unici e piccole serie) nei quali la componente manuale potesse diventare imprescindibile e risultare subito evidente.
Il legno, a differenza di tutti gli altri materiali, si muove, si dilata, si contorce, prima, durante e dopo la sua lavorazione. Questo suo carattere inquieto è sempre stato considerato un limite, ho provato a farlo diventare mio alleato. Così imperfezioni, crepe, spaccature, nodi, tarli, ossidazioni, non vengono eliminati o distrutti ma diventano tratti distintivi e valori aggiunti nei miei lavori, impossibili da pensare con qualsiasi altro materiale. La scelta di un’essenza e di un tipo di legno non vuole inseguire una logica di mercato nè vuole soddisfare il gusto estetico, o la moda del momento ma è legata alle caratteristiche intrinseche di quel legno che lo rende diverso da tutti gli altri: è più nodoso, è più facile da scavare, reagisce meglio all’acqua, si crepa... Accanto al lavoro di Designer vero e proprio che progetta con carta e matita e cerca una collaborazione con le aziende per rendere concreta un’intuizione,penso che non abbandonerò questa sfida di lavorare e plasmare il legno in prima persona nel tentativo, spesso vano, di riuscire a domarlo e a valorizzarlo. |
